venerdì 20 novembre 2009

Intervista al "Piccolo" di Trieste

Errata Corrige:qua e là non devo essere stato molto chiaro (ad esempio il riferimento al Regno Unito dovrebbe essere Stati Uniti e UK;  la frase finale dovrebbe essere "è difficile che i capitali....)
(clicca sull'articolo per ingrandire)

giovedì 19 novembre 2009

Modelli di Early Warnings per le Crisi Finanziarie


Per chi è interessato, qui si trova la  presentazione del 18 novembre che ho fatto all'Università di  Trieste su "Modelli di Early Warnings per le Crisi Finanziarie" (è per metà in italiano e metà in inglese, data l'incertezza ex-ante della lingua in cui svolgere la lezione)

venerdì 13 novembre 2009

Il Problemino del PIL

L’economia italiana sembra aver imboccato la strada dell’uscita della recessione. L’Istat ha reso noto oggi che tra luglio e settembre il PIL è cresciuto dello 0,6% rispetto al trimestre precedente. Tanto o poco? Per rispondere, risolvete il seguente

Esercizio (per aspiranti Macroeconomisti).
Tempo a disposizione: 5 minuti e 30 secondi

“L’istituto di Statistica del regno di Silviolandia, il SISTAT, comunica che la stima per il numero indice del PIL relativo al terzo trimestre 2009 si è attestato a quota 304, 319 in aumento dello 0,6% sul trimestre precedente. Il corrispondente valore dell'indice al primo trimestre 2008, subito prima della crisi,  è stato pari a 323,406. Supponete ottimisticamente che l’economia continui a crescere al tasso trimestrale dello 0,6% (circa il 2,4% su base annua). Quanti anni occorreranno perché il PIL torni al livello del 2008?”. Commentate.
Risposta: Circa 2 anni e mezzo.  Un bel po'.


Soluzione: l’incognita, n = numero di trimestri, soddisfa la seguente espressione:
304, 319 x (1+0,006)^ n = 323,406, da cui si ricava agevolmente n = ln(323,406/304, 319) / ln(1,006) = 10,17 trimestri, equivalenti a 2 anni e 6 mesi circa.
(questo mio articolo è anche apparso su noiseFromAmerika , 13 novembre 2009)

mercoledì 11 novembre 2009

Gli inguaribili "ottimisti" del PIL

Finalmente due buone notizie! L’Italia supera la Gran Bretagna nella classifica del PIL, e l’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e Sviluppo con sede a Parigi, annuncia non solo che la ripresa da noi c’è, ma che è addirittura la più forte del mondo (+10,8%)! Di che essere fieri! O no? Purtroppo no. Il dato sul sorpasso della Gran Bretagna (ricordate quello sbandierato da Craxi a fine anni ‘80?) riflette un fatto meramente contabile, il deprezzamento della sterlina nei confronti dell’euro. Nel gennaio 2008 una sterlina valeva 1,36 euro, oggi ne vale solo 1,12 (- 18%). Correggendo per questo effetto si vede invece che la distanza nel reddito nazionale tra i due paesi, la linea rossa nel grafico, è continuata a crescere, dall’8% nel 2000 al 19% nel 2009 (fonte: FMI, PIL a parità di potere d’acquisto).
Distanza PIL Italia e UK in Parità Potere d'Acquisto (fonte: FMI)


E la ripresa dell’OCSE? Ma ripresa di che? Reddito, consumi, investimenti, occupazione, e vendite al dettaglio sono in caduta (fonte: Istat). La ripresa è del CLI (Composite Leading Indicator), un sofisticato indice statistico che cerca di prevedere l’andamento della produzione industriale rispetto al livello potenziale di pieno impiego. La produzione industriale, in effetti, è cresciuta in agosto (e poi calata a settembre). Ma, tecnicamente, il CLI ha un grave difetto: segnalerebbe una ripresa anche quando, per la chiusura delle imprese, il potenziale produttivo dovesse cadere! Quello che proprio stupisce non è tanto l’inguaribile “ottimismo” dei nostri governanti, ci siamo abituati, quanto come questo abbia obnubilato gran parte dei mezzi di informazione (con l’eccezione de La Stampa (Deaglio) e del sito www.noiseFromAmerika.com (Brusco,  Topa)).

PS: Questo articolo, scritto sabato 7 /11, è uscito su Metronews (11 novembre 2009), v. anche Giavazzi su www.lavoce.info del 9/11.

mercoledì 4 novembre 2009

Quiz: gli economisti famosi


Quiz: Scommetto che i miei lettori risponderanno correttamente ad almeno 9 domande su 10 sui famosi economisti del passato e presente... (come me)...

lunedì 26 ottobre 2009

How Much is too Much Government Debt?

La  Reuters ha un bell'articolo di Emily Kaiser sulla sostenibilità del debito pubblico, che tra l'altro menziona un'intervista telefonica che abbiamo fatto qualche settimana fa.


venerdì 23 ottobre 2009

Le Montagne Russe dei Dati Congiunturali

Il mio articolo su lavoce.info si trova qui

mercoledì 14 ottobre 2009

La "Fun Theory" in azione!

Ecco come si convincono i viaggiatori della metropolitana di Stoccolma ad adottare uno stile di vita non sedentario, oppure gli avventori di un parco pubblico a gettare i rifiuti nei cestini: facendoli divertire. E' la cosiddetta "Fun Theory" , che mette in pratica i lavori di Richard Thaler, professore di Economia Comportamentale, e Cass Sunstein, professore di diritto e ambiente, entrambi a Chicago.
Chi l'ha detto che gli economisti sono inutili?

giovedì 8 ottobre 2009

Le Migliori Università del Mondo

Non c'è molto da stare allegri: la recente classifica delle migliori 200 Università del mondo, redatta da QS TopUniversities ,   vede presente una sola Università italiana, al 174 posto: quella di Bologna

(la metodologia impiegata si trova sul sito)

venerdì 2 ottobre 2009

Shhhh, ovvero del sorpasso di Grecia e Slovenia

Il bell'articolo di Lodovico Pizzato su noisefromAmerika ci ricorda che nel 2009 il PIL procapite della Grecia (a parità di potere d'acquisto) ha superato quello italiano (fonte: World Economic Outlook, IMF, ottobre 2009). Quello Sloveno, invece ci supererà soltanto l'anno prossimo.A proposito di informazione, strano che questa notizia sia passata sotto silenzio...

L' Istat e le rilevazioni sulla disoccupazione


Il mio articolo si trova qui (laVoce.info del 2 ottobre 2009).

martedì 22 settembre 2009

Brunetta e l'assenteismo nella Pubblica Amministrazione

Cosa significano e quanto sono attendibili i dati del Ministro Brunetta sulla riduzione dell' assentesimo nella Pubblica Amministrazione? Lo spiega bene quest'articolo di noiseFromAmerika


mercoledì 16 settembre 2009

From Poland


Potenza di Metronews....

martedì 15 settembre 2009

A Radio RTL, 102, 5 on Lehman Bros


Ascolta , si fa sera (sorry about the Franco...)

Lehman Bros a fumetti

da http://www.ritholtz.com/blog/

lunedì 7 settembre 2009

Paul Krugman sugli errori delgli Economisti (NYT)



Lettura istruttiva

giovedì 30 luglio 2009

Divertimenti Privati, Pubblici Oneri (The Sultan of Swing)

Le recenti polemiche sulla condotta privata del Primo Ministro non hanno messo a fuoco con sufficiente chiarezza un aspetto importante che riguarda tutti i cittadini: quello economico.

Le vicende personali del Premier comportano infatti consistenti oneri pubblici. Innanzitutto, vi sono i costi diretti degli intrattenimenti, peraltro noti: gli onorari delle prestazioni, i costi di trasporto degli invitati alle feste e così via. A questi vanno sommate, se venissero accertate dall’ inchiesta pugliese, le somme elargite a mo’ di compenso agli imprenditori della sanità coinvolti.

Più importanti sono però i costi di reputazione. Quando il comportamento privato di chi ha responsabilità istituzionali contraddice valori pubblicamente professati, e perciò viola il patto di fiducia con i cittadini, il prestigio delle istituzioni viene appannato (come insegna l’esperienza del caso Clinton - Lewinsky). In tempi di crisi, tale discredito può incidere in modo molto negativo sulla coesione nazionale (perché dovrei accettare sacrifici quando il Premier se la spassa?), e acuire la conflittualità ed i costi sociali della recessione. Inoltre, esso può minare l’ autorevolezza del paese nei consessi internazionali, inibendo la difesa degli interessi economici, strategici e militari della nazione. Le conseguenze economiche di tale calo di prestigio sono verosimilmente elevate, ma difficili da stimare.

Esistono poi altri oneri indiretti di credibilità, sempre a carico dei contribuenti, potenzialmente molto cospicui. Infatti se peggiora il giudizio dei mercati finanziari sull’idoneità del Primo Ministro a ricoprire efficacemente il suo ruolo, e se per questa ragione sorgono dubbi sulla coesione e sulla stabilità del suo governo, si deteriora anche il giudizio sulla solvibilità dello Stato: il risultato è che potrebbero aumentare gli interessi sul debito pubblico. Poiché questo ha recentemente superato i 1,750 miliardi di euro, anche un modesto incremento dei rendimenti comporterebbe ingenti costi per l’erario.

Ma come valutare la (possibile) entità di questo effetto “Berlusconi-scandali” sugli spread dei titoli di stato? Nell’esercizio seguente si è provato a calcolarlo sulla base della curiosità suscitata dalle vicende del Premier, misurata dall’intensità con la quale, dall’inizio dell’anno, sono state compiute ricerche su Google (1) contenenti alcune parole chiave: Berlusconi, Noemi, Veronica Lario, Tarantini, Topolanek, Palazzo Grazioli, Villa Certosa, D’Addario, Domande Repubblica. Google Trends permette di ottenere tali informazioni su base settimanale Nell’esercizio si è tenuto conto del fatto che i tassi di rendimento italiani risentono dell’andamento dei mercati internazionali, e che questi hanno recentemente manifestato una forte tendenza al ribasso dei saggi (2).

I risultati di questo esercizio vanno considerati con grande cautela, poiché verosimilmente risentono di errori nella misurazione della variabile “scandalo”(non tutte le recenti ricerche per “Berlusconi” hanno ha che fare con gli scandali), del numero limitato di osservazioni disponibili (29 osservazioni settimanali, dal 22/12/2008 al 23/7/2009), e della possibilità di una correlazione “spuria” (se, ad esempio gli studenti con capelli lunghi hanno voti migliori di quelli con i capelli corti, non necessariamente lasciando crescere i capelli si riesce a migliorare il voto: verosimilmente la correlazione è dovuta al fatto che le donne hanno in media voti migliori degli uomini).(3)

Ciò detto, i dati suggeriscono l’esistenza di una relazione positiva e statisticamente significativa tra il rendimento settimanale del debito pubblico a 10 anni (sulle ordinate nel grafico) e l’intensità di ricerca per “Berlusconi” (sulle ascisse). Prese alla lettera, le stime suggeriscono che se l’aumento dei tassi di interesse attribuibile alla recente curiosità per il Primo Ministro dovesse estendersi all’intera struttura delle scadenze e quindi riguardare l’ stock di debito in circolazione, l’onere aggiuntivo (5) per il bilancio dello Stato sarebbe di almeno 593 milioni di euro, poco più della metà dei fondi stanziati per la ricostruzione dell’Abruzzo per il 2009.

Pur con le ricordate precauzioni, la domanda sorge spontanea: può il Paese permettersi un Presidente del Consiglio che rischia di essere così “caro”?

Publicato da noisefromamerika 31 luglio 2009
Note.
(1) Recentemente Google Insights è stato impiegata per esempio da Hal Varian e Hyunyoung Choi, (2009), “Predicting The Present with Google Trends
(2) Nell’esercizio il rendimento sui titoli italiani è spiegato dall’ andamento dei tassi tedeschi ed americani (Benchmark Bonds 10 YR - Redemption yields, Fonte: Datastream) dal valore ritardato del rendimento italiano, da un trend lineare, e dalla variabile Google Trends ritardata di un periodo (settimana). Ringrazio Giulio Trigilia, Università di Bologna, per la disponibilità dei dati.
(3) Per un analisi dettagliata del'analisi di regressione, che permette di escludere ragionevolmente che la relazione risenta della presenza di “outliers” e rappresenti una relazione spuria si veda qui . Il data set è disponibile qui .
(4) Le altre parole chiave (Noemi, Villa Certosa, Tarantini, Topolanek, Palazzo Grazioli, Veronica Lario) non risultano invece significative. Google Trends non ha osservazioni sufficienti per D''Addario e Domande Repubblica.
(5) Per valutare gli oneri sulla finanza pubblica ho calcolato la differenza tra la media delle ricerche su Berlusconi nelle ultime 15 settimane rispetto alla media dall’inizio dell’anno = [DELTA Berlusconi] = [media berlusc(t>14) – media berlusc] = [1.698889-1.104095], e ho poi applicato il coefficiente più piccolo dell’intervallo di confidenza del parametro della variabile Berlusconi: emin = .0006077 . Quindi la stima effetto minimo di impatto è = emin x [DELTA Berlusconi] x debito = .0006077 *[media berlusc(t>14) – media berlusc]* 1750bill = .0006077 * [1.698889-1.104095] * 1750 miliardi= 593 milioni

mercoledì 22 luglio 2009

Bruttini gli ultimi dati sugli ordinativi dell'industria



Da daEconomPic
(to enlarge click on the picture)

venerdì 17 luglio 2009

Sette Imbarazzanti Domande al Ministro dell' Economia


Da lavoce.info del 17 luglio 2009

Il 15 luglio 2009 il Consiglio dei Ministri ha approvato il DPEF per il periodo 2010-13.Una sconcertante novità è finora passata sotto silenzio: l’impiego del Modello econometrico ITEM (Italian Treasury Econometric Model), a scopo previsionale e di valutazione delle riforme intraprese. Alla luce delle reiterate manifestazioni di sfiducia verso gli economisti, è urgente che il Ministro dell’Economia risponda alle seguenti sette domande:

  1. Signor Ministro dell’Economia, come e quando ha conosciuto il Modello ITEM impiegato nelle previsioni del DPEF 2010-13?
  2. Signor Ministro è disponibile la documentazione relativa al Modello ITEM? Chi ne è l’economista ideatore?
  3. Nel corso di questa elaborazione, quante volte ha avuto modo di incontrare tale persona?
  4. Nel corso di questi incontri ha anche discusso con lui/lei le stime delle elasticità del gettito fiscale rispetto alle basi imponibili, responsabili delle rosee previsioni per l’indebitamento pubblico?
  5. Come definirebbe il concetto di “elasticità”?
  6. Come descriverebbe le ragioni del suo sorprendente interesse per i Modelli econometrici, alla luce dello scetticismo più volte manifestato nei confronti degli economisti e dei loro metodi?
  7. Quando ed in che occasione ha avuto modo di conoscere e frequentare l’Econometria?


(1) Il modello ITEM è stato impiegato per le previsioni di consumi ed investimenti nel 2009 (p.7), la valutazione dell’impatto macroeconomico delle misure anticrisi (p.19), la stima dell’effetto della crisi sull’output potenziale (p.45), la stima dell’effetto della riforma della PA sulla produttività totale dei fattori e sul tasso di crescita (p.57).

venerdì 10 luglio 2009

Gli Italiani Preferiscono le Bionde?

Il forte aumento degli stranieri residenti in Italia, + 2,7 milioni tra 2002 e 2008, pone nuovi e inaspettati problemi. Questi flussi migratori, per la loro composizione, rischiano di modificare i rapporti “di forza” tra i sessi in Italia, a svantaggio delle donne. Anche se il numero di maschi e femmine tra gli immigrati si equivale (sono oggi 3,4 milioni, il 6,5% dell’intera popolazione), vi sono enormi disparità di genere all’interno di ciascuna comunità di provenienza. Si passa da un’immigrazione prevalentemente maschile tra gli immigrati di origine africana (4,2 uomini per ogni donna tra i Senegalesi, 2,4 tra gli Egiziani, 1,5 tra i Marocchini), ad una soprattutto femminile dall’Europa dell’est (4 donne immigrate per uomo dall’Ucraina, 2,4 dalla Polonia, 2 dalla Moldova, 1,13 dalla Romania). Il problema è che mentre sempre più italiani scelgono di sposare straniere, le italiane non fanno altrettanto. Tra il 1995 e il 2007 i matrimoni tra italiane e stranieri sono aumentati di poco, dall’1,1% al 2,4% del totale dei matrimoni (con Marocchini, Albanesi, Tunisini, Egiziani e Brasiliani in testa). Invece, i matrimoni tra italiani e straniere sono balzati dal 2,6% al 7 % del totale (con Romene, Ucraine, Brasiliane, Polacche, Russe e Moldave nell’ordine delle preferenze). Dunque sul “mercato matrimoniale” sembrano essere le italiane a soffrire maggiormente la “concorrenza” delle straniere, a tutto vantaggio degli italiani. Gli italiani preferiscono le bionde?
da Metronews 10/7/09
 
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