mercoledì 4 novembre 2009
Quiz: gli economisti famosi
Quiz: Scommetto che i miei lettori risponderanno correttamente ad almeno 9 domande su 10 sui famosi economisti del passato e presente... (come me)...
lunedì 26 ottobre 2009
How Much is too Much Government Debt?
La Reuters ha un bell'articolo di Emily Kaiser sulla sostenibilità del debito pubblico, che tra l'altro menziona un'intervista telefonica che abbiamo fatto qualche settimana fa.
venerdì 23 ottobre 2009
mercoledì 14 ottobre 2009
La "Fun Theory" in azione!
Ecco come si convincono i viaggiatori della metropolitana di Stoccolma ad adottare uno stile di vita non sedentario, oppure gli avventori di un parco pubblico a gettare i rifiuti nei cestini: facendoli divertire. E' la cosiddetta "Fun Theory" , che mette in pratica i lavori di Richard Thaler, professore di Economia Comportamentale, e Cass Sunstein, professore di diritto e ambiente, entrambi a Chicago.Chi l'ha detto che gli economisti sono inutili?
giovedì 8 ottobre 2009
Le Migliori Università del Mondo
Non c'è molto da stare allegri: la recente classifica delle migliori 200 Università del mondo, redatta da QS TopUniversities , vede presente una sola Università italiana, al 174 posto: quella di Bologna
(la metodologia impiegata si trova sul sito)
(la metodologia impiegata si trova sul sito)
venerdì 2 ottobre 2009
Shhhh, ovvero del sorpasso di Grecia e Slovenia
Il bell'articolo di Lodovico Pizzato su noisefromAmerika ci ricorda che nel 2009 il PIL procapite della Grecia (a parità di potere d'acquisto) ha superato quello italiano (fonte: World Economic Outlook, IMF, ottobre 2009). Quello Sloveno, invece ci supererà soltanto l'anno prossimo.A proposito di informazione, strano che questa notizia sia passata sotto silenzio...
martedì 22 settembre 2009
Brunetta e l'assenteismo nella Pubblica Amministrazione
Cosa significano e quanto sono attendibili i dati del Ministro Brunetta sulla riduzione dell' assentesimo nella Pubblica Amministrazione? Lo spiega bene quest'articolo di noiseFromAmerika
mercoledì 16 settembre 2009
martedì 15 settembre 2009
lunedì 7 settembre 2009
giovedì 30 luglio 2009
Divertimenti Privati, Pubblici Oneri (The Sultan of Swing)
Le recenti polemiche sulla condotta privata del Primo Ministro non hanno messo a fuoco con sufficiente chiarezza un aspetto importante che riguarda tutti i cittadini: quello economico.Le vicende personali del Premier comportano infatti consistenti oneri pubblici. Innanzitutto, vi sono i costi diretti degli intrattenimenti, peraltro noti: gli onorari delle prestazioni, i costi di trasporto degli invitati alle feste e così via. A questi vanno sommate, se venissero accertate dall’ inchiesta pugliese, le somme elargite a mo’ di compenso agli imprenditori della sanità coinvolti.
Più importanti sono però i costi di reputazione. Quando il comportamento privato di chi ha responsabilità istituzionali contraddice valori pubblicamente professati, e perciò viola il patto di fiducia con i cittadini, il prestigio delle istituzioni viene appannato (come insegna l’esperienza del caso Clinton - Lewinsky). In tempi di crisi, tale discredito può incidere in modo molto negativo sulla coesione nazionale (perché dovrei accettare sacrifici quando il Premier se la spassa?), e acuire la conflittualità ed i costi sociali della recessione. Inoltre, esso può minare l’ autorevolezza del paese nei consessi internazionali, inibendo la difesa degli interessi economici, strategici e militari della nazione. Le conseguenze economiche di tale calo di prestigio sono verosimilmente elevate, ma difficili da stimare.
Esistono poi altri oneri indiretti di credibilità, sempre a carico dei contribuenti, potenzialmente molto cospicui. Infatti se peggiora il giudizio dei mercati finanziari sull’idoneità del Primo Ministro a ricoprire efficacemente il suo ruolo, e se per questa ragione sorgono dubbi sulla coesione e sulla stabilità del suo governo, si deteriora anche il giudizio sulla solvibilità dello Stato: il risultato è che potrebbero aumentare gli interessi sul debito pubblico. Poiché questo ha recentemente superato i 1,750 miliardi di euro, anche un modesto incremento dei rendimenti comporterebbe ingenti costi per l’erario.
Ma come valutare la (possibile) entità di questo effetto “Berlusconi-scandali” sugli spread dei titoli di stato? Nell’esercizio seguente si è provato a calcolarlo sulla base della curiosità suscitata dalle vicende del Premier, misurata dall’intensità con la quale, dall’inizio dell’anno, sono state compiute ricerche su Google (1) contenenti alcune parole chiave: Berlusconi, Noemi, Veronica Lario, Tarantini, Topolanek, Palazzo Grazioli, Villa Certosa, D’Addario, Domande Repubblica. Google Trends permette di ottenere tali informazioni su base settimanale Nell’esercizio si è tenuto conto del fatto che i tassi di rendimento italiani risentono dell’andamento dei mercati internazionali, e che questi hanno recentemente manifestato una forte tendenza al ribasso dei saggi (2).
I risultati di questo esercizio vanno considerati con grande cautela, poiché verosimilmente risentono di errori nella misurazione della variabile “scandalo”(non tutte le recenti ricerche per “Berlusconi” hanno ha che fare con gli scandali), del numero limitato di osservazioni disponibili (29 osservazioni settimanali, dal 22/12/2008 al 23/7/2009), e della possibilità di una correlazione “spuria” (se, ad esempio gli studenti con capelli lunghi hanno voti migliori di quelli con i capelli corti, non necessariamente lasciando crescere i capelli si riesce a migliorare il voto: verosimilmente la correlazione è dovuta al fatto che le donne hanno in media voti migliori degli uomini).(3)
Ciò detto, i dati suggeriscono l’esistenza di una relazione positiva e statisticamente significativa tra il rendimento settimanale del debito pubblico a 10 anni (sulle ordinate nel grafico) e l’intensità di ricerca per “Berlusconi” (sulle ascisse). Prese alla lettera, le stime suggeriscono che se l’aumento dei tassi di interesse attribuibile alla recente curiosità per il Primo Ministro dovesse estendersi all’intera struttura delle scadenze e quindi riguardare l’ stock di debito in circolazione, l’onere aggiuntivo (5) per il bilancio dello Stato sarebbe di almeno 593 milioni di euro, poco più della metà dei fondi stanziati per la ricostruzione dell’Abruzzo per il 2009.
Pur con le ricordate precauzioni, la domanda sorge spontanea: può il Paese permettersi un Presidente del Consiglio che rischia di essere così “caro”?
Publicato da noisefromamerika 31 luglio 2009
Note.
(1) Recentemente Google Insights è stato impiegata per esempio da Hal Varian e Hyunyoung Choi, (2009), “Predicting The Present with Google Trends”
(2) Nell’esercizio il rendimento sui titoli italiani è spiegato dall’ andamento dei tassi tedeschi ed americani (Benchmark Bonds 10 YR - Redemption yields, Fonte: Datastream) dal valore ritardato del rendimento italiano, da un trend lineare, e dalla variabile Google Trends ritardata di un periodo (settimana). Ringrazio Giulio Trigilia, Università di Bologna, per la disponibilità dei dati.
(3) Per un analisi dettagliata del'analisi di regressione, che permette di escludere ragionevolmente che la relazione risenta della presenza di “outliers” e rappresenti una relazione spuria si veda qui . Il data set è disponibile qui .
(4) Le altre parole chiave (Noemi, Villa Certosa, Tarantini, Topolanek, Palazzo Grazioli, Veronica Lario) non risultano invece significative. Google Trends non ha osservazioni sufficienti per D''Addario e Domande Repubblica.
(5) Per valutare gli oneri sulla finanza pubblica ho calcolato la differenza tra la media delle ricerche su Berlusconi nelle ultime 15 settimane rispetto alla media dall’inizio dell’anno = [DELTA Berlusconi] = [media berlusc(t>14) – media berlusc] = [1.698889-1.104095], e ho poi applicato il coefficiente più piccolo dell’intervallo di confidenza del parametro della variabile Berlusconi: emin = .0006077 . Quindi la stima effetto minimo di impatto è = emin x [DELTA Berlusconi] x debito = .0006077 *[media berlusc(t>14) – media berlusc]* 1750bill = .0006077 * [1.698889-1.104095] * 1750 miliardi= 593 milioni
mercoledì 22 luglio 2009
venerdì 17 luglio 2009
Sette Imbarazzanti Domande al Ministro dell' Economia

Da lavoce.info del 17 luglio 2009
Il 15 luglio 2009 il Consiglio dei Ministri ha approvato il DPEF per il periodo 2010-13.Una sconcertante novità è finora passata sotto silenzio: l’impiego del Modello econometrico ITEM (Italian Treasury Econometric Model), a scopo previsionale e di valutazione delle riforme intraprese. Alla luce delle reiterate manifestazioni di sfiducia verso gli economisti, è urgente che il Ministro dell’Economia risponda alle seguenti sette domande:
- Signor Ministro dell’Economia, come e quando ha conosciuto il Modello ITEM impiegato nelle previsioni del DPEF 2010-13?
- Signor Ministro è disponibile la documentazione relativa al Modello ITEM? Chi ne è l’economista ideatore?
- Nel corso di questa elaborazione, quante volte ha avuto modo di incontrare tale persona?
- Nel corso di questi incontri ha anche discusso con lui/lei le stime delle elasticità del gettito fiscale rispetto alle basi imponibili, responsabili delle rosee previsioni per l’indebitamento pubblico?
- Come definirebbe il concetto di “elasticità”?
- Come descriverebbe le ragioni del suo sorprendente interesse per i Modelli econometrici, alla luce dello scetticismo più volte manifestato nei confronti degli economisti e dei loro metodi?
- Quando ed in che occasione ha avuto modo di conoscere e frequentare l’Econometria?
(1) Il modello ITEM è stato impiegato per le previsioni di consumi ed investimenti nel 2009 (p.7), la valutazione dell’impatto macroeconomico delle misure anticrisi (p.19), la stima dell’effetto della crisi sull’output potenziale (p.45), la stima dell’effetto della riforma della PA sulla produttività totale dei fattori e sul tasso di crescita (p.57).
venerdì 10 luglio 2009
Gli Italiani Preferiscono le Bionde?
Il forte aumento degli stranieri residenti in Italia, + 2,7 milioni tra 2002 e 2008, pone nuovi e inaspettati problemi. Questi flussi migratori, per la loro composizione, rischiano di modificare i rapporti “di forza” tra i sessi in Italia, a svantaggio delle donne. Anche se il numero di maschi e femmine tra gli immigrati si equivale (sono oggi 3,4 milioni, il 6,5% dell’intera popolazione), vi sono enormi disparità di genere all’interno di ciascuna comunità di provenienza. Si passa da un’immigrazione prevalentemente maschile tra gli immigrati di origine africana (4,2 uomini per ogni donna tra i Senegalesi, 2,4 tra gli Egiziani, 1,5 tra i Marocchini), ad una soprattutto femminile dall’Europa dell’est (4 donne immigrate per uomo dall’Ucraina, 2,4 dalla Polonia, 2 dalla Moldova, 1,13 dalla Romania). Il problema è che mentre sempre più italiani scelgono di sposare straniere, le italiane non fanno altrettanto. Tra il 1995 e il 2007 i matrimoni tra italiane e stranieri sono aumentati di poco, dall’1,1% al 2,4% del totale dei matrimoni (con Marocchini, Albanesi, Tunisini, Egiziani e Brasiliani in testa). Invece, i matrimoni tra italiani e straniere sono balzati dal 2,6% al 7 % del totale (con Romene, Ucraine, Brasiliane, Polacche, Russe e Moldave nell’ordine delle preferenze). Dunque sul “mercato matrimoniale” sembrano essere le italiane a soffrire maggiormente la “concorrenza” delle straniere, a tutto vantaggio degli italiani. Gli italiani preferiscono le bionde?da Metronews 10/7/09
mercoledì 8 luglio 2009
venerdì 3 luglio 2009
mercoledì 1 luglio 2009
Greetings From Holland (Het Financieele Dagblad).

Interview to Het Financieele Dagblad (Dutch Daily Financial Newspaper) on Berlusconi's economic policy (if you understand flemish, let me know...)
mercoledì 24 giugno 2009
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